One Way - Route Nazionale 2014

StradeDiCoraggio

La community

Stradedicoraggio.it (SdC ) è il luogo in cui tutte le comunità R/S che stanno lavorando sul Capitolo nazionale possono condividere il loro percorso e confrontarsi con le altre comunità.
Lo faremo tramite dei blog: “taccuini” on line dove si possono annotare le attività svolte, le persone incontrate, le discussioni nate, le scoperte fatte e condividerle con i lettori, che possono a loro volta interagire con commenti.

Lo faremo… chi?

Ogni comunità (clan/fuoco e noviziato) ha la possibilità di creare un proprio blog, personalizzandone l’aspetto grafico e postando testi, foto, video.
Anche gli AE nazionali aggiornano un blog (fede.stradedicoraggio.it), che ci accompagna nel percorso di catechesi sull’Apocalisse stimolando la riflessione e fornendo spunti e documenti di approfondimento e per la preghiera quotidiana.
La pattuglia R/S nazionale usa SdC come canale per la condivisione di idee e documenti sul Capitolo nazionale.
Infine, gli smanettoni dello staff che gestisce SdC posteranno sul blog tech tutte le novità e le implementazioni successive del portale e risponderanno ai dubbi di natura tecnica.

Quindi in pratica…

Stradedicoraggio.it è la piazza in cui i post di tutti questi blog vengono aggregati, e da dove potranno nascere degli spunti che contribuiranno al percorso di scrittura collettiva della Carta del Coraggio.
In homepage saranno visibili i post più recenti e tramite le funzioni di ricerca è possibile richiamare i contenuti per parole chiave. Oh, e ovviamente tutto sarà condivisibile anche sugli altri social!
Entusiasmante vero?

Ma come si fa?

La risposta è qui.

SEGUI BLOG, FACEBOOK, TWITTER, YOUTUBE. SUL SITO TROVERAI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLA ROUTE NAZIONALE 2014.

 

https://www.youtube.com/user/routenazionaleagesci

 

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Jamboree 2015

Ieri è scaduto il termine per le iscrizioni al #JAMBOREE2015. Il gruppo ha i suoi candidati in E/G, R/S e tra i capi!!

WA: “Uno Spirito di Unità” è il tema del Jamboree 2015. Il Carattere Kanji 和 (WA) che ha diversi significati: unità, armonia, cooperazione, amicizia e pace. WA rappresenta anche il Giappone e la sua cultura.

Il logo del Jamboree è stato creato dal tradizionale nodo Giapponese Mizuhiki. I tre colori rappresentano i tre concetti del Jamboree: Energia, Innovazione e Armonia.

 

Energia

Il 23° Jamboree dimostrerà l’energia degli scouts di tutto il mondo, il dinamismo del Movimento Scout ed il coinvolgimento  in diversi ambiti.

 

Innovazione

L’esperienza del Jamboree, conoscere culture e tradizioni e differenti modi di pensare

 

Armonia

L’armonia rappresenta una cultura di Pace, dove gli scouts di differente cultura, religione ed esperienze, vivono insieme, rispettandosi e aiutandosi vicendevolmente.

 

Il 23° Jamboree si svolgerà a Kirara-hama, Yamaguchi, Giappone.

Il Giappone è un arcipelago nell’Oceano Pacifico dove tradizione e innovazione coesistono in piena armonia.

 

Kirara-hama

Kirara-hama è una luogo strappato al mare a Yamaguchi-City, che è situata nella parte ovest di Honshu, si estende per un 1 km da nord a sud e 3 km da est ad ovest (286 ettari), e dispone di strutture e parchi. Kirara-hama è stato  il luogo dove si è svolto l’Expo Giapponese di Yamaguchi nel 2001.

 

Il clima

Negli ultimi 5 anni, la temperatura in Agosto, nella città di Yamaguchi, è stata di 27.9 gradi centigradi, con precipitazioni medie di 157,7mm.  Sul luogo del Jamboree soffia, a volte, un forte vento.

Negli ultimi 8 anni, il tempo dal 31 Luglio al 9 Agosto è stato molto soleggiato,ma con occasionali precipitazione e cielo nuvoloso.

 

http://www.jamboree.it/2015/

Donne

Giornata Mondiale delle Donne

“colore di un fiore il primo della mattina
in te Sorellina vedo rispecchiar”

“colore lontano di un prato che al cielo grida
sorella mia Guida con me scoprirai”

“color vespertino di nubi sul suol raccolte
l’amore che Scolta tu impari a donar”

#GUIDE, #DONNA,#FESTA, #SCOLTE, #LUPETTE, #DONNEDICORAGGIO

 

Guidismo

Il guidismo è un movimento parallelo allo scautismo nato ufficialmente nel 1910, tre anni dopo il corrispondente maschile fondato da Robert Baden-Powell. All’inizio fu coordinato da sua sorella Agnes, su richiesta dello stesso B.-P., ma qualche anno dopo la guida passò a Lady Olave, sua moglie, che fu proclamata “Capo Guida del Mondo”.

Storia

Il 4 settembre 1909, appena due anni dopo il campo di Brownsea Island, Baden-Powell organizzò un Rally (cioè un incontro di Boy Scouts) presso il Crystal Palace, un immenso edificio di cristallo, poi distrutto da un incendio, nella periferia sud orientale di Londra. B.-P. non aveva idea di quanti ragazzi vi avrebbero partecipato e rimase stupito nel vedere che ne erano arrivati oltre 11.000. Ma fu un’altra cosa a sorprenderlo ancora di più: il vedere un gruppetto di ragazze, entrate di nascosto, che aspettavano di essere passate in rassegna al fianco dei loro colleghi maschi. Esse avevano iniziato spontaneamente a fare attività scout, indossavano l’uniforme ed il cappellone ed avevano anche i bastoni, come si usava allora.

Quando il Capo Scout si avvicinò a quella che era la pattuglia delle Volpi, le ragazze balzarono in piedi. Egli chiese loro: “Che cosa state facendo qui?” e la risposta della capo pattuglia fu: “Vogliamo fare la stessa cosa dei ragazzi. Vogliamo essere Girl Scouts!”

A quel punto B.-P. si trovava in difficoltà, perché non voleva spegnere l’entusiasmo di quelle ragazze, dimostratesi tanto determinate, così disse loro: “Non è possibile, questo è soltanto per i ragazzi. Però rifletterò su questa cosa”. Egli comunque aveva già apertamente sostenuto, pubblicando alcuni articoli, che la legge, la promessa e gli ideali dello scautismo avrebbero potuto essere utili anche per le ragazze e inoltre nella seconda edizione di Scautismo per ragazzi, del giugno 1909, aveva perfino suggerito una possibile uniforme, con camicia di flanella blu e gonna dello stesso colore. D’altro canto Baden-Powell, che viveva in un’epoca in cui era inconcepibile realizzare un’organizzazione mista, riteneva che avere delle ragazze vestite come i maschi sarebbe stata una cosa piuttosto sconveniente, pertanto era preoccupato per ciò che avrebbero potuto dire i genitori. Essendo poi un ufficiale dell’esercito ancora in piena attività ed avendo quindi poco tempo libero (dato che era costretto a viaggiare molto all’estero), Robert si rivolse alla sorella minore Agnes e le chiese di studiare insieme a lui una soluzione apposita.

Nel novembre 1909 B.-P. pubblicò sulla Headquarters’ Gazette un lungo documento dal titolo The Scheme for Girl Guides, successivamente uscito come manuale a sé stante. Questo era suddiviso in 5 capitoli:

  • Un suggerimento per la formazione del carattere delle ragazze
  • Come iniziare la formazione
  • Motivi per istituire le Girl Guides
  • Formazione e organizzazione
  • Suggerimenti pratici per l’organizzazione

Con questa pubblicazione venne introdotto ufficialmente il nome di Girl Guides e non più Girl Scouts, per significare che non si trattava di un’imitazione del modello maschile. Esso derivava dal nome di un corpo dell’esercito britannico in India, conosciuto ed apprezzato per l’entusiasmo dei suoi soldati e la capacità di sapersela cavare nelle varie difficoltà. Tale termine, inoltre, riassumeva la “missione” che competeva alle donne: quella di guidare sulla retta via i propri mariti e figli. Questo nome però non fu accettato di buon grado da tutte le ragazze, come anche l’introduzione delle attività prettamente femminili, come la puericultura e i lavori domestici. Non fu gradito nemmeno il fatto che le pattuglie dovevano essere chiamate con nomi di fiori anziché di animali. Fu così che non tutti accettarono il cambiamento e ancora oggi esistono associazioni in cui le ragazze si chiamano Girl Scouts (in italiano esploratrici), come ad esempio negli Stati Uniti.

La nuova organizzazione crebbe molto rapidamente, al pari dello scautismo, probabilmente aiutata anche dal fatto che si trattava di un periodo in cui le donne si organizzavano per rivendicare i loro diritti ed ottenere la parità politica, giuridica ed economica. Dopo soli sei mesi, cioè nell’aprile del 1910, il neonato movimento contava già 6.000 iscritte in Gran Bretagna, Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Nuova Zelanda e Sud Africa. A partire dal 1912 nacquero altri gruppi femminili in Irlanda, Portogallo e Norvegia e Juliette Low fondò lo scautismo per ragazze negli USA. In Italia la prima espressione del guidismo è stata l’UNGEI (Unione Nazionale Giovani Esploratrici Italiane – Girl Scout d’Italia) che nacque proprio nel 1912, parallelamente al CNGEI.

Nel maggio 1912 uscì il manuale How Girls can help to build up the Empire (Come le ragazze possono aiutare a costruire l’Impero), una sorta di adattamento di Scouting for boys nel quale Agnes, con la collaborazione del fratello, aveva eliminato diversi capitoli, sostituito personaggi femminili a quelli maschili ed aveva introdotto nuovi capitoli riguardanti la puericultura, la cura dei malati, l’economia domestica e altre occupazioni più tipicamente femminili. Anche se l’autrice si era impegnata molto nel suo lavoro, era evidente che si trattava di un riadattamento e non di un’opera originale. Nel 1918 venne pubblicato il libro Girl Guiding, che, essendo basato sulle esperienze fatte fino a quel momento, forniva un indirizzo più solido e più chiaro del precedente manuale.

Ad Agnes successe Olave Baden-Powell, moglie di B.-P., che all’inizio era rimasta fuori dall’organizzazione, ma che poi dedicò al guidismo oltre mezzo secolo di vita. Nel febbraio 1919 ella avviò un Consiglio Internazionale ufficioso, del quale fu la presidente, con lo scopo non di propagandare o insegnare il guidismo, ma di raccogliere informazioni sulle associazioni esistenti, che a quell’epoca erano già una trentina. Nel 1920 venne organizzato un primo incontro ad Oxford, al quale parteciparono le rappresentanti di quindici associazioni nazionali, seguito da altri incontri. Nel 1928 a Parad, in Ungheria, le delegate delle 26 nazioni partecipanti decisero di dare vita alla World Association of the Girl Guides and Girl Scouts (WAGGGS) o anche Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici (AMGE). Presidente fu eletta Rose Kerr, mentre Olave fu acclamata Capo Guida del Mondo.

 

Il guidismo oggi

Anche oggi le ragazze scout sono raggruppate nella WAGGGS/AMGE, la quale accoglie solo associazioni femminili e conta circa 10.000.000 di iscritte in 145 nazioni del mondo. Al contrario, l’organizzazione mondiale maschile (WOSM/OMMS) iscrive associazioni sia maschili che miste ed ha circa 28.000.000 di membri. Nel tempo la maggior parte delle associazioni scout ha iniziato ad accogliere anche ragazze. Questo però non ha fermato la crescita del guidismo, che continua ad occuparsi a livello mondiale di problemi legati alla condizione femminile.

Il guidismo, è stato detto, non è pura imitazione del metodo maschile, ma ha una sua dignità, una sua storia, delle tradizioni: qualcuno ha sostenuto che il guidismo “non è scautismo femminile, bensì scautismo femminista” (Convegno internazionale con taglio storico, “1907 – 2000″, tenutosi alla terza Università di Montpellier dal 21 al 23 settembre 2000, cfr. “Esperienze e Progetti” n.133, Luglio – Settembre 2000, p.28). In alcune nazioni, dunque, convivono oggi sia un’associazione scout (aperta a ragazzi e ragazze) che un’associazione di guide (aperta solo alle ragazze) e ci sono dei casi, come in Gran Bretagna, dove l’associazione delle guide ha più iscritti di quella degli scout. Altrove, ad esempio negli Stati Uniti, sono rimaste due associazioni separate e quella scout accetta solo ragazzi.

In molti altri paesi, invece, come ad esempio l’Italia, alcune associazioni solo scout o guide si sono fuse per formare delle associazioni miste. Questo è avvenuto nel 1974 per l’AGI (Associazione Guide Italiane) e l’ASCI (Associazione Scouts Cattolici Italiani), che si sono unite nell’AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani), e nel 1976 per il CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani) fusosi con l’UNGEI (Unione Nazionale Giovani Esploratrici Italiane) per formare il Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani. Diversamente, l’AIGSEC (Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici), fondata nel 1976 e appartenente alla UIGSE-FSE, è di fatto un’associazione unica per ragazzi e ragazze, ma formata da due sezioni separate (maschile e femminile), continuando così a dare un grande valore pedagogico alla specificità del guidismo, in buona parte derivato direttamente dalla metodologia dell’AGI.

Ancora oggi, comunque, è necessario che esistano due organizzazioni distinte, poiché non in tutto il mondo la cultura locale consente a ragazzi e ragazze di fare attività insieme.

 

tratto da: http://it.scoutwiki.org/Guidismo

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Che tipo di Scout Sei?

E tu che tipo di scout sei?

Sei uno di quelli che fanno gli schizzinosi oppure quelli che sono rozzi?

Oppure sai avere un giusto bilanciamento tra i due modi di essere?

 

Scautismo

tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Scout

 

Lo stile scout

Una definizione di stile scout, che è sempre diffcile e può diventare riduttiva, è necessaria all’inizio di un testo dove si suggeriscono comportamenti formali, per aiutare a distinguere la forma, che è un mezzo educativo, dal formalismo, (cioè dal vuoto attaccamento ad essa), che è invece diseducativo.

Lo stile scout è la conseguenza diretta della scelta di vivere lo spirito e i valori della Legge e della promessa scout nella vita di tutti i giorni. In concreto, esso si manifesta in una serie di comportamenti esteriori, coerenti con questa scelta e derivanti da essa, che lo Scout asume sia durante le attività scout che al di fuori di esse. Nelle attività scout lo stile è anche un reciproco richiamo a vivere coerentemente le scelte fatte.

Naturalmente, certi comportamenti saranno diversi a seconda dell’età e del grado di formazione acquisita o in corso di acquisizione, ma il loro valore di fondo rimane costante, dal Lupetto/Coccinella al Capo Scout. Alcuni di questi comportamenti – anche tra i più importanti – non sono codificabili. Dal valore della lealtà (articolo 2 della Legge) deriva, ad es., il comportarsi lealmente, che fa certamente parte dello stile scout ed è di continua applicazione nella vita scout e non scout. Altri conviene ricordarli perchè si applicano in modo particolare nelle attività scout. Spesso l’espressione stile scout è riferita solo a questi ultimi. Esiste uno stile degli Scouts nel fare le cose, nello stare con gli altri, nel vivere in certi luoghi, nello stare insieme in associazione.

É segno di stile:

  • aver cura di sè, della propria persona, della propria uniforme (come segno di rispetto per gli altri, per il movimento scout, per se stessi);
  • avere costante attenzione agli altri e disponibilità ad ascoltarli e ad aiutarli;
  • diffondere serenità e gioia.

Stile è anche:

  • un certo modo di presentarsi, di accogliere, di muoversi;
  • la capacità di scegliere, tra due soluzioni, quella più rispettosa degli altri o dell’ambiente, anche se costa di più;
  • il saper pagare di persona le proprie scelte, anche e soprattutto nele piccole cose (lo stile è, appunto, fatto di piccole cose.

Questi comportamenti dovrebbero essere progressivamente acquisiti come abitudini dai L/C, osservati come punto d’onore dagli E/G, divenire norma costante di comportamento per i R/S, ed acquistare valenza pedagogica per i Capi.

 

tratto da: http://www.tuttoscout.org/cerimonie/intro_01.html